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31 Dicembre 2025Campania, Fico nomina la giunta
Regione Campania: il triangolo, no…Fico non lo aveva considerato. L’esponente pentastellato vara la giunta, alle spalle il trio Mastella – Manfredi – De Luca
“Il triangolo, no…non lo avevo considerato, d’accordo ci proverò…la geometria non è un reato“: la famosa canzone di Renato Zero è perfetta per inquadrare il momento politico in Campania, dopo le elezioni regionali del novembre scorso. Dopo 40 giorni di estenuanti trattative con partiti e alleati, il neo-governatore Roberto Fico ha varato la sua giunta regionale. Non è stato facile, anche perché ha dovuto tenere conto degli interessi contrapposti e delle spinte divergenti delle varie anime del centrosinistra.
Il trio Mastella/Manfredi/De Luca
Tre le figure politiche dominanti dietro le quinte dell’amministrazione in Campania: Clemente Mastella, Gaetano Manfredi, Vincenzo De Luca. Il primo, sindaco di Benevento, ha eletto il figlio (Pellegrino) in Consiglio Regionale. Il Secondo, sindaco di Napoli, ha sponsorizzato il fratello (Massimiliano) alla Presidenza dell’assemblea regionale, il terzo (probabilmente di nuovo sindaco di Salerno nel 2026) ha imposto il figlio (Piero) a capo della segreteria regionale del Pd. Fico si trova al centro di un triangolo: ci vorrà Pitagora più che la capacità politica per tenere tutto insieme nei cinque anni di governo regionale.
Territori distanti e con spinte contrapposte
Non sono soltanto le figure dei leader a poter condizionare il cammino del campo largo in Campania: ci sono anche gli interessi e le spinte territoriali contrapposte ad essere fonte di conflitti. Storicamente è già questo uno dei gap della Regione: la distanza e gli interessi delle aree costiere (Napoli e Salerno) contro quelli delle aree interne (Avellino, Benevento e Caserta).
Mastella, Manfredi e De Luca incidono anche in questa dinamica e rischiano di scavare solchi incolmabili. Dove andranno più risorse e più attenzione da parte del governo regionale: verso la Napoli di Manfredi, la Salerno di De Luca o il Sannio di Mastella? Fico sarà capace di tenere tutto in equilibrio, senza mortificare questo o quel territorio? Questi i grandi quesiti della legislatura regionale appena iniziata. Nulla sarà semplice.
Caserta (per ora) in fuorigioco
Un dato per ora è certo: Caserta sembra completamente tagliata fuori dalle decisioni che contano. Da Terra di Lavoro non emerge nessun esponente della nuova giunta né significative leadership in Consiglio regionale. D’altra parte, l’area del casertano, in termini elettorali, è stata l’unica zona dove il centrodestra ha tenuto testa al centrosinistra.
In questa parte di Campania, il divario tra Fico e Cirielli è stato meno ampio rispetto alle altre province ed in generale della media regionale. Il neo-governatore dovrà dimostrare di poter colmare, con la sua figura centrale e di garante, la scarsa rappresentanza che Caserta e la sua provincia hanno (per ora) nel nuovo assetto.
I nomi e l’assetto della giunta Fico
Il Presidente ha nominato l’ultimo giorno dell’anno, poche ore prima del cenone, la sua giunta: sono dieci gli assessori, in rappresentanza delle otto forze politiche del centrosinistra in Campania.
Di seguito i nomi e le rispettive deleghe: Mario Casillo, che è anche vicepresidente, ha la delega ai Trasporti e Mobilità; Vincenzo Cuomo va al Governo del territorio e Patrimonio; Andrea Morniroli alle Politiche sociali e alla Scuola; Claudia Pecoraro all’Ambiente ed alle Pari opportunità; Fulvio Bonavitacola alle Attività produttive ed allo sviluppo economico; Vincenzo Maraio al Turismo ed alla Transizione digitale; Angelica Saggese al Lavoro e alla Formazione; Ninni Cutaia alla Cultura ed al Personale; Fiorella Zabatta alle Politiche giovanili, allo Sport e Protezione civile; Maria Carmela Serluca all’ Agricoltura.
Questa la sintesi del campo largo, in base alla visibilità e rappresentanza ottenuta in giunta: tre assessori sono in quota al Pd, uno del M5S, uno è diretta espressione di Fico, uno è dei deluchiani (lista ‘A testa alta’), uno dei socialisti (lista Psi), uno della sinistra e ambientalisti (lista AVS), uno dei centristi (lista Mastella Noi di Centro), uno dei renziani (lista Casa Riformista).






