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25 Febbraio 2025Il Superclàsico di Buenos Aires, Boca Juniors- River Plate

Ecco la storia del “derby più importante al mondo” (FourFourTwo) e i particolari di come si manifesta “la più grande rivalità nel mondo del calcio” (Daily Telegraph).
Il Superclàsico, la stracittadina di Buenos Aires che si disputa tra Boca Juniors e River Plate, é tra le sfide più antiche del calcio e segna una delle rivalità più accese di sempre. Nel 2016 la rivista inglese FourFourTwo ha eletto il Superclásico come il “derby più importante al mondo”, mentre il Daily Telegraph lo ha riconosciuto come “la più grande rivalità nel mondo del calcio”; nel 2017 il Daily Mirror lo ha classificato al primo posto nella lista dei migliori 50 derby al mondo.
Molto, molto più di una semplice partita
Insomma, facile dire che quella tra Boca e River è molto più di una semplice partita di calcio. Le due squadre nascono quasi nello stesso quartiere ma le rispettive storie si separano subito. I biancorossi del River nascono nel 1901, i gialloblù del Boca nel 1905. Il primo incontro ufficiale è del 24 agosto 1913 (vittoria per 2-1 del River).
Come nasce il Boca
Il Boca trae origine dall’idea di un manipolo di giovani genovesi emigrati in Argentina. Non a caso il soprannome di club e tifosi è ‘Xeneizes‘ (genovesi), la cui definizione nasce da Xena (Zena – Genova in dialetto ligure). Il nome ufficiale è figlio dell’omonimo barrio cittadino. I colori sociali vengono scelti dai giovanissimi fondatori mentre tirano calci ad un pallone nel porto di Buenos Aires: quando decidono di creare la squadra, la prima nave che vedono passare batte bandiera svedese (gialla e blu appunto). Lo stadio è l’Alberto José Armando, per tutti noto come la ‘Bombonera’: si trova a sud della metropoli sudamericana. La hinchada (in lingua spagnola tifo più acceso) trova il suo tempio nella “12” (la Doce) dal soprannome della curva degli ultras Xeneizes.

Come nasce il River
Anche in questo caso decisivo è il ruolo degli immigrati provenienti da Genova: alcuni giovani italiani, giocando a pallone con gli argentini sempre nell’area a ridosso del porto, decidono di dar vita al club biancorosso inizialmente nel barrio ‘Palermo’, per poi spostare la sede nel facoltoso quartiere di ‘Belgrano’ (da qui il soprannome di ‘Millonarios‘, i milionari). Il presidente del club già negli anni ’30 del novecento acquista un calciatore a peso d’oro. Lo stadio, il Monumental, si trova a nord di Buenos Aires. Soprannome dei tifosi è ‘Gallinas‘ perché, dopo una finale di Coppa Libertadores contro gli uruguaiani del Penarol, nella successiva sfida a casa del Banfield, per scherno, viene liberata una gallina con una frangia colorata di rosso.
Derby, rivalità e tragedie
L’evento più tragico del Superclàsico, in assoluto, è sicuramente quello del 23 giugno 1968 allo Stadio Monumental: la Puerta 12 (il cancello 12) crolla, forse per la pressione della folla, e nell’incidente perdono la vita 71 persone (età media 19 anni): fu il momento più drammatico del calcio argentino.
Match e annate storiche
Nella storia del River pesa l’astinenza di titoli dal 1957 al 1975 e su tutti il match perso per 1-0 in casa del Boca. Al tempo stesso il 2011 è l’anno più buio con la clamorosa retrocessione in Serie B.
Ma appena sette anni dopo, nel 2018 a Madrid, i Millonarios si portano a casa il titolo più prestigioso: la Coppa Libertadores. Battono proprio il Boca e ottengono (per ora) “La Gloria Eterna”, come dicono i supporter biancorossi. Quel match, senza precedenti, si gioca lontanissimo dall’Argentina per i gravissimi scontri che segnano il pre-gara della sfida inizialmente in programma a Buenos Aires.
La tragedia della finale di Libertadores nel 2018
La finale, in calendario il 24 novembre 2018, viene rinviata perché due ore prima della partita, alcuni tifosi del River Plate provano a sfondare i cancelli dello stadio. I problemi maggiori si verificano quando altri tifosi assaltano il pullman dei giocatori del Boca Juniors. L’autista e due giocatori del Boca, Pablo Perez e Gonzalo Lamardo, vengono ricoverati con lesioni al volto dopo la rottura dei vetri del bus.
Ma la tragedia più grave, sempre a Buenos Aires, si verifica dopo la finale giocata in Spagna: Exequiel Aaron Neris, 21 anni, tifoso del River, viene aggredito e ucciso da due tifosi del Boca. L’episodio avviene nella serata del 9 dicembre, mentre il ragazzo si reca a casa con gli amici dopo aver festeggiato il trionfo della sua squadra nel match del Santiago Bernabéu.
Maradona al centro della eterna rivalità
Naturalmente, anche un’icona assoluta come Maradona (durante la sua carriera) è stato al centro della eterna rivalità. Nel 1981 Dieguito viene ceduto al Boca Juniors per 10 miliardi di lire. Quella è la squadra di Don Diego, papà del Pibe de Oro, e di tutta la famiglia, ma proprio in quel periodo il River Plate è il club più forte ed anche il più vicino al regime politico che vede tra i suoi protagonisti l’ammiraglio Carlos Alberto Lacoste. Maradona ed il suo procuratore dell’epoca, l’amico di infanzia Jorge Cyterszpiler, subiscono pressioni fortissime per passare con il club biancorosso. Il giocatore più forte di tutti i tempi, però, oppone un secco diniego (qui il link con l’intervista passata alla storia con il titolo “Io la maglia del River non la metto” https://youtu.be/TUVRl11UxDM?si=RT8zvoHZndUBL1wl).
Muore Diego. River e del Boca piangono abbracciati
Nel novembre 2020, ai funerali di Maradona, seguiti in mondovisione e partecipati da centinaia di migliaia di persone, che paralizzano la capitale argentina, la foto più iconica è quella di due anziani tifosi, uno del River e uno del Boca, che piangono abbracciati. Probabilmente uno dei pochi momenti di conciliazione tra le due metà calcistiche del cielo di Buenos Aires…