Lega nella tenaglia tra Vannacci e Zaia
10 Maggio 2026
Il ‘caso Salis’: cercasi leader a sinistra
10 Maggio 2026
Lega nella tenaglia tra Vannacci e Zaia
10 Maggio 2026
Il ‘caso Salis’: cercasi leader a sinistra
10 Maggio 2026

La percezione generale non è ancora in linea con quella che è la realtà che milioni di cittadini e cittadine devono ogni giorno affrontare, spesso ancora ostaggio di resistenze culturali, vecchi retaggi e facili banalizzazioni, ma sta emergendo e con molta probabilità emergerà con sempre con più forza nei prossimi anni quella che globalmente rappresenta una vera e propria emergenza, sanitaria e non solo.

Parliamo della salute mentale.

E’ del 2025 il più recente “World Mental Health Today”, ovvero il rapporto dell’OMS che aggiorna lo stato della salute mentale a livello globale (la maggior parte dei dati del report sono aggiornati al 2021). Il report evidenzia una situazione molto grave: oltre un miliardo di persone convive con disturbi mentali, dei quali circa i due terzi sono quelli legati all’ansia e alla depressione. Il dato diventa ancora più allarmante considerando che è cresciuto dello 0,9% rispetto al 2010. Oltre al problema sociale in sé, viene riportato anche il danno economico legato ai costi delle cure ma anche al mondo del lavoro, si stima che nel 2016 l’assenteismo, il turnover e la scarsa produttività dovuti a lavoratori con problemi di ansia e depressione sono costati circa 3 trilioni di dollari, in 36 Paesi.

Le risposte a livello globale risultano inadeguate e insufficienti.

L’assistenza sanitaria mentale è costantemente sottofinanziata, in media, i Paesi destinano solo il 2% dei loro budget sanitari alla salute mentale, solo per fare un esempio si stima che solo il 9% circa delle persone con disturbo depressivo riceva a livello globale un trattamento minimamente adeguato. In questo contesto, spesso le cure standard risultano non essere completamente adeguate soprattutto nei casi più gravi, pertanto negli ultimi anni stiamo assistendo a diverse ricerche nel campo delle sostanze psichedeliche come potenziali cure per alcune malattie mentali.

Trump accelera sulle sostanze psichedeliche a scopo terapeutico

E’ del 18 aprile scorso, l’ordine esecutivo del presidente americano Trump, volto a facilitare l’accesso a cure con composti a base di ibogaina, sostanza estratta da una pianta africana, promettente soprattutto per le sue proprietà di ridurre drasticamente i sintomi di astinenza da droghe e alcol, e la psilocibina, composto presente in molte specie di funghi, di cui si sta studiando il potenziale nel trattamento di depressione resistente, ansia, dipendenze e disturbi post-traumatici.

Trump sottolinea la portata del fenomeno delle malattie mentali negli Stati Uniti, parlando di circa 14 milioni di adulti americani che ne sono attualmente affetti, con tassi di suicidio aumentanti del 37% tra il 2000 e il 2018.

Mette poi l’accento sulla situazione dei veterani di guerra, riportando un tasso di suicidio più del doppio rispetto alla popolazione adulta non veterana.

Pertanto si necessita secondo il Presidente di metodi innovativi per trovare soluzioni a lungo termine, per coloro che possono avere ricadute o non rispondere completamente alle terapie mediche e psichiatriche standard.

I punti principali con cui Trump intende accelerare l’accesso ai farmaci sperimentali per cui la Food and Drugs Administration (FDA) ha concesso la designazione di “Breakthrough Therapy”, (status che viene concessa solo a farmaci in corso di sviluppo, volti a trattare una malattia o condizione grave o potenzialmente mortale, per cui le evidenze cliniche preliminari indichino che può dimostrare un sostanziale miglioramento rispetto alle terapie esistenti) riguardano l’assegnazione di “voucher di revisione prioritaria”, con cui si accorciano i tempi di approvazione delle cure. La stessa “FDA” e la Drug Enforcement Administration (DEA) agevoleranno e istituiranno un percorso per consentire ai pazienti idonei di accedere ai farmaci psichedelici.

Dal punto di vista degli stanziamenti economici, il Segretario della Salute e dei Servizi Umani, tramite l’Agenzia per i Progetti di Ricerca Avanzata in Sanità (ARPA), destinerà almeno 50 milioni di dollari, provenienti da fondi esistenti, al sostegno e alla collaborazione con i governi statali che hanno emanato o stanno sviluppando programmi per promuovere l’uso di farmaci psichedelici per gravi malattie mentali. Viene inoltre promossa la collaborazione tra il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) e la FDA con il Dipartimento degli Affari dei Veterani e il Settore Privato e vengono accelerate le tempistiche con cui il Procuratore Generale e L’HHS (Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani) procedono alla revisione di prodotti contenenti sostanze psichedeliche che abbiano completato la terza fase degli studi clinici.

Italia: dall’Abruzzo parte la sperimentazione

Anche nel nostro Paese, arrivano sperimentazioni di questo tipo. Nel luglio del 2025 è stata avviata  per la prima volta, una terapia psichedelica che prevede l’utilizzo della psilocibina nel tentativo di contrastare la depressione che non risponde ai farmaci tradizionali in uno studio autorizzato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

La sperimentazione è condotta nella Clinica psichiatrica dell’ospedale di Chieti, con il contributo del Dipartimento di neuroscienze, imaging e scienze cliniche dell’università “Gabriele d’Annunzio” e in collaborazione con la Asl Roma 5 e l’Azienda ospedaliero universitaria “Ospedali riuniti” di Foggia. Lo studio, finanziato con fondi Pnrr e coordinato dall’Istituto superiore di sanità  avrà una durata di 24 mesi e prevede la partecipazione di 68 pazienti.

E il 4 febbraio di quest’anno, grazie a questa sperimentazione, una donna di 63 anni è stata la prima paziente in Italia a essere trattata con psilocibina. La donna ha assunto la prima compressa, secondo il protocollo dello studio randomizzato in doppio cieco né i pazienti né i clinici sono a conoscenza del fatto che venga somministrato il composto attivo o un placebo. Il protocollo prevede una seconda somministrazione dello stesso trattamento a distanza di tre settimane, seguita da una valutazione dei sintomi depressivi nel tempo.

Giovanni Martinotti, direttore della Clinica psichiatrica dell’ospedale di Chieti e professore ordinario all’università d’Annunzio, ha ribadito l’importanza di questo primo trattamento, che rappresenta un passaggio storico e per la ricerca clinica italiana nel campo delle neuroscienze e della psichiatria, che apre nuove prospettive per lo studio di approcci terapeutici innovativi nei disturbi dell’umore.

La campagna dell’Associazione Luca Coscioni

Sul tema, l’Associazione Luca Coscioni sta portando avanti una campagna che mira ad accelerare anche in Italia la ricerca e l’accesso a questo tipo di cure. Nel 2025 nel contesto del progetto “Psychedelicare.eu” l’associazione è stata protagonista della raccolta di circa 74.000 firme in 27 stati dell’Unione europea, oltre ad una continua campagna di informazione e sensibilizzazione e di pressione al mondo della politica.

Le richieste principali dell’Associazione: inserimento degli psichedelici tra le terapie prescrivibili nell’ambito delle cure palliative; che le terapie con psichedelici siano prescrivibili come cure compassionevoli; un progetto pilota, in collaborazione tra il Ministero della Salute e della Difesa, di un piano psico-terapeutico per affrontare i disordini da stress post-traumatico del personale militare impiegato nelle missioni internazionali; un incontro con una delegazione di esperti che possa condividere le ultime ricerche e sperimentazioni cliniche a sostegno di quanto richiesto.

L’ Europa ed il Progetto PsyPal

Finanziato con 6,5 milioni di euro Dall’Ue, PsyPal è un progetto di ricerca nato nel 2024, finalizzato a sperimentare l’uso della psicolocibina nelle cure palliative. Lo studio ha l’obiettivo di valutare se la terapia con psilocibina possa contribuire ad alleviare il disagio psicologico ed esistenziale nei pazienti affetti da quattro diverse malattie progressive: la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), la sclerosi multipla (SM), la sclerosi laterale amiotrofica (SLA), il parkinsonismo avanzato e atipico e il morbo di Parkinson in fase avanzata. Il progetto coinvolge 19 organizzazioni provenienti da nove paesi europei, la sperimentazione è attualmente in corso in quattro paesi europei: Repubblica Ceca, Danimarca, Paesi Bassi e Portogallo. Altri Stati, come la Svizzera sono all’avanguardia da molti anni nell’ambito delle cure con sostanze psichedeliche, in questo Paese infatti l’impiego di LSD, MDMA e psilocibina in ambito medico è legale dal 2014. Anche se non ufficialmente approvate come medicinali, nel caso in cui si desiderino utilizzarle per un paziente si può richiedere un’autorizzazione eccezionale all’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Ginevra ospita l’unico ospedale svizzero che offre la terapia assistita da sostanze psichedeliche. Anche il Regno Unito rappresenta un’eccellenza nell’ambito della ricerca con l’Imperial College London e il Cambridge Psychedelic Research Group. Guardando fuori dall’Europa, L’Australia è diventata il primo Paese al mondo a riconoscere ufficialmente la MDMA e la psilocibina come medicinali per il trattamento di specifici disturbi mentali resistenti ad altre cure, nel 2023, questo consente agli psichiatri di poter prescrivere queste sostanze in  un contesto controllato.

Fonti

associazionelucacoscioni.it

asl2abruzzo.it

https://www.who.int

https://www.whitehouse.gov

associazionelucacoscioni.it

asl2abruzzo.it

https://www.rsi.ch