
A riveder le stelle I santuari degli animali liberi
29 Settembre 2026
Il progetto pilota tra verde urbano, tecnologia e partecipazione cittadina
Adattare una città al clima che cambia significa intervenire prima che l’emergenza arrivi. Significa prevenire ma anche migliorare; ne abbiamo parlato negli scorsi giorni con il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, raccontando come non esista un’unica soluzione ma interventi diversi e capaci di agire in concerto.
A Bologna, questa teoria si sta facendo pratica. Si chiama TALEA – Green Cells il progetto che, combinando urbanistica, tecnologia e partecipazione cittadina prova a tradurre l’adattamento climatico in trasformazione concreta.
“Il progetto nasce con l’obiettivo di diminuire la temperatura in quelle aree altamente urbanizzate che raccolgono grandi quantità di calore” ci viene spiegato da Miles Gualdi, coordinatore dell’Unità Progetti europei e internazionali del Comune di Bologna.
Contrastare le isole di calore urbano intervenendo su fattori come l’ombra e la permeabilità del suolo e, al tempo stesso, ripensando il modo in cui quegli spazi vengono vissuti.
“Bologna è tra le aree italiane più colpite dall’aumento delle temperature e dal fenomeno delle isole di calore urbane”. Si apre così il documento del progetto consultabile sul sito del Comune di Bologna.
Talea, come la porzione di una pianta che, messa a dimora, può radicare dandone origine a una nuova. Già nel nome del progetto è possibile coglierne l’ambizione: sperimentare soluzioni capaci di attecchire in una parte della città e, se efficaci, essere adattate altrove.

Ma “non stiamo parlando semplicemente di mettere qualche albero in più”, ci spiega il responsabile del Comune con il quale abbiamo voluto approfondire questo progetto della città dal valore complessivo di oltre 6 milioni di euro e finanziato per l’80% dall’UE.
Guidato dal Comune di Bologna insieme a Fondazione IU Rusconi Ghigi, Università di Bologna, Fondazione Bruno Kessler, R2M, R3GIS e CINECA, il progetto prevede la sperimentazione di diverse Green Cells concentrate in due ambiti della città: il settore nord-occidentale del centro storico e il quartiere Savena.
Unità ecologiche di circa 100 x 100 metri, progettate per migliorare il microclima urbano creando aree più verdi e vivibili proprio durante quelle ondate di calore che oramai, purtroppo, conosciamo bene. Veri e propri rifugi climatici il cui elemento distintivo risiede nella loro flessibilità e quindi nella loro replicabilità in diversi contesti.
Stessa città, approcci diversi
Nel centro città, dove il problema è quello di uno spazio densamente urbanizzato, gli interventi si concentreranno soprattutto tra via Cesare Boldrini, via Fratelli Rosselli e via del Porto. Qui Talea punta a ridurre la temperatura attraverso una maggiore vegetazione e un ripensamento dello spazio pedonale e ciclabile. “Saranno luoghi verdi utilizzabili dalle persone”.

Aree che rispetteranno i principi della sostenibilità ambientale, dell’inclusione e della bellezza. Perché adattare una città al cambiamento climatico significa anche renderla più accessibile e piacevole da vivere.

L’altra area di intervento è nel quartiere Savena dove il Comune agirà in maniera diversa a causa del diverso contesto. Non più centro storico ma un’area residenziale della periferia est dove già ci sono numerosi spazi verdi.
“Qui si è creato un bosco spontaneo, l’unico in città” ci spiega il responsabile del Comune di Bologna, riferendosi all’area di vegetazione spontanea cresciuta nei pressi dell’ex caserma Stamoto. “L’obiettivo sarà tutelare questa vegetazione e anzi, valorizzarla”. Tutelare e rendere fruibile uno spazio già esistente.
La vicinanza del polo scolastico formato dall’IIS Manfredi-Tanari e dall’Istituto Comprensivo 12 apre anche a un possibile uso didattico dell’area: uno spazio naturale che possa diventare una sorta di aula all’aperto per le classi. Rendere dunque più utile e bello uno spazio che già esiste “senza impattare sulla flora spontanea”.
Innovazione e partecipazione cittadina
“Non si tratta di uno stravolgimento della struttura urbana” ma di un approccio innovativo basato su tre pilastri.
In primis c’è l’intervento urbanistico. Una trasformazione dello spazio pubblico che avverrà attraverso soluzioni nature-based. A questo si affiancano innovazione tecnologica e partecipazione cittadina.
“L’attenzione ai dati riveste un ruolo del tutto fondamentale nel progetto, prima per pianificare l’intervento e dopo per valutarlo”. Ma la parte forse più innovativa è quella che prevede di rendere questi dati facilmente accessibili attraverso la “TALEA platform”. Già online, la piattaforma permette di individuare rifugi climatici ed esplorare in modo intuitivo mappe e altri strumenti interattivi. Alla raccolta dei dati stessi contribuiscono anche i cittadini affiancando alle rilevazioni tecniche una conoscenza partecipata del territorio.
“Tutti gli interventi sono partecipati, dalla scelta delle aree alla raccolta dati”. Citizen science: fare di chi vive quotidianamente la città non soltanto il destinatario degli interventi ma parte del processo stesso. Una partecipazione che, nel caso di TALEA, è iniziata ancora prima della progettazione: le aree dove avverranno gli interventi sono state infatti individuate anche a partire dalle proposte avanzate da cittadini e dalle realtà locali attraverso il Bilancio partecipativo del Comune, dove chi vive la città può presentare progetti e richieste. “Qui a Bologna siamo fortunati perché abbiamo un bellissimo riscontro da parte della cittadinanza”.
Tutto questo è continuato, negli scorsi giorni, attraverso il TALEA Green Festival: quattro giornate di incontri – da mercoledì 16 a sabato 19 settembre – e laboratori nella città che hanno portato nello spazio pubblico, in anteprima, alcune delle trasformazioni previste dal progetto.
È così che il tutto diventa esperienza concreta.
Ma attenzione alla cittadinanza significa anche fare in modo che la trasformazione non lasci indietro nessuno. A tal proposito il dottor Gualdi parla infatti della necessità di una «transizione giusta ed equa». Perché il caldo non colpisce tutti allo stesso modo: fattori anagrafici e socioeconomici influenzano in modo diverso chi vive lo stesso fenomeno. “L’attenzione alle fasce più deboli è un punto fondamentale del progetto”.
Ed è proprio nell’insieme di questi elementi, dalla natura alla tecnologia, passando per aspetti quali la sperimentazione e la partecipazione, che emerge il carattere più innovativo di TALEA. Un’innovazione resa possibile anche dalla sua dimensione europea.
Bologna come laboratorio europeo
La dimensione europea di TALEA non si ferma però al finanziamento. Sono infatti tre le città europee – Marsiglia, Riga e Cluj-Napoca – che partecipano al progetto come transfer partner: osservatori diversi tra loro che studieranno il lavoro di Bologna per utilizzare i dati provenienti dal capoluogo emiliano nei propri contesti.
Uno studio di fattibilità che fornirà dati importanti. “Si tratta di città estremamente diverse tra loro e questo rende il tutto molto interessante”. “Marsiglia condivide con Bologna alcune caratteristiche climatiche mediterranee simili; Riga parte invece da condizioni profondamente differenti e la città Cluj-Napoca da altre ancora”. Il punto non sarà quindi replicare in modo identico le green cells a migliaia di chilometri di distanza ma fornire un metodo per la progettazione di interventi urbanistici per la resilienza ambientale che integri tecnologie e partecipazioni.
TALEA nasce dunque con obiettivi ambiziosi. Ma tra un progetto e i suoi risultati esiste una distanza che soltanto il tempo e la misurazione possono colmare. Quanto diminuiranno realmente le temperature o quanto saranno utilizzati i nuovi spazi?
Il cambiamento climatico ci pone davanti a un paradosso. Conosciamo ormai i rischi, disponiamo di proiezioni accurate, di immagini satellitari, modellazioni tridimensionali e strumenti digitali sempre più precisi. Eppure, conoscere il problema non basta. È nel passaggio da questa conoscenza agli interventi concreti, dai progetti pilota fino a politiche diffuse e durature, che esperienze come TALEA dovranno dimostrare il proprio valore.






