Vertice di Ankara: la NATO tra investimenti e credibilità

8 Luglio 2026

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Tempo fa, ho scoperto Cronache di spogliatoio, bellissimo sito giornalistico che mi ha consigliato Jacopo che è top player non del pallone, ma dei programmatori informatici bolognesi.

Tra le succulente cronache sportive sono stata attratta dai 18 ettari di Academy in Marocco (scritta da Alessandro Lunari). Campi da calcio a non finire e servizi, inclusa la moschea, per un centinaio di ragazzi di età compresa tra i 13 e i 18 anni, vicino a Rabat. Se la si congiunge idealmente al Mohammed VI Football Complex. il centro tecnico nazionale, e a tante piccole Academy disseminate per il Marocco si forma una luminosa costellazione per stelle e stelline del calcio.

Storie giovani e cronache nuove per noi del Vecchio continente.

Da lì in poi il mio viaggio è continuato, in uno spazio molto fertile della mente, tra la voglia di conoscere e il desiderio di inanellare ghirlande non tanto di margherite, ma di rosa damascena, emblema floreale del Marocco, dai poteri magici, simili a quelli evocati dal tifoso davanti al giocatore della propria squadra che si appresta a tirare un calcio di rigore.

E, in effetti, di cose – alcune molte bizzarre – ne succedono e ne succederanno. Il Marocco, insieme a Portogallo e Spagna ospiterà i prossimi Campionati mondiali di calcio, nel 2030. Gli stadi per ospitarli proliferano.

A Casablanca, oltre allo storico impianto da 67.000 spettatori, utilizzato dal Wydad e dal Raja Casablanca, sorgerà lo stadio più capiente al mondo (115.000 posti), a forma di tenda berbera naturalmente. Il tetto della tenda sarà un reticolo pensato per ridurre l’assorbimento di calore e per illuminarsi di notte. Sono previste 32 torri a sorreggere la struttura e sopra a ognuna di queste sorgeranno dei giardini sospesi. In tal modo il Marocco contenderà a Spagna e Portogallo anche la finale della Coppa 2030.

A Marrakech, è stato invece ristrutturato lo stadio con una capienza di 45.000 posti.

Anche a Rabat l’impianto storico è stato ammodernato. Ha già ospitato la finale di Coppa d’Africa 2025 che rimarrà nella storia. Come spesso accade nello sport del pallone, infatti, episodi eroici, estemporanei, drammatici e anche fantasiosi si mescolano al calcio giocato, creando una miscela irresistibile dai tratti epici e letterari: quella finale vinta 1-0 per il Senegal, due mesi dopo è stata attribuita a tavolino al Marocco, per decisione della CAF Appeal Board. Eppure ad oggi il trofeo non è stato ancora restituito dal Senegal al Marocco. La coppa si trova ora protetta in una base militare senegalese, con il Presidente del Senegal, Bassirou Diomaye Faye, che si è dichiarato “guardiano” della scultura che raffigura il Continente africano al centro del mondo, bagnato da fiumi a mo’ di venature, e che è stata realizzata a Paderno Dugnano, nel Milanese, dalla storica azienda metalmeccanica GDE Bertoni.

Nel frattempo a Rabat, Marrakech e Casablanca continuano i lavori per i prossimi mondiali 2030, sotto lo sguardo attento dei tre sindaci donna delle principali città del Marocco: Fatiha El Moudni a Rabat, Fatima Ezzahra El Mansouri a Marrakech e Nabila Rmili a Casablanca. E per chiudere, almeno per ora, con le “storie di calcio e dintorni” di questo Paese, va ricordato anche un altro primato sia reale che virtuale: Nouhaila Benzina è la giocatrice marocchina, prima in assoluto a indossare l’hijab durante una partita della Coppa del Mondo maggiore nel 2023 (fino al 2014 era vietato) ed è anche la prima a essere stata rappresentata nel videogioco FIFA 23 con il suo avatar che indossa fedelmente l’hijab.